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La Resurrezione di Lazzaro, Caravaggio, Messina

progetto di ricerca

Conservazione preventiva per il trasporto e l’esposizione in mostra della Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio[1]

La grande tela ha avuto vicende storiche e conservative assai critiche, e per molti versi poco note, almeno fino alla sua musealizzazione presso il Museo Regionale di Messina dove attualmente si trova, insieme all’Adorazione dei pastori dello stesso autore. Infatti, la lunga permanenza dell’opera sull’altare maggiore della chiesa dei Padri Crociferi di Camillo de Lellis in totale assenza di precauzioni di tipo conservativo, aggravata dal clima umido della città, ha fatto sì che nel corso dei secoli abbia avuto bisogno di ripetuti interventi di restauro. Così, anche per questa grande tela, come è stato fatto per la Decollazione del Battista di Malta, e più recentemente per l’Adorazione dei pastori, è sembrato opportuno predisporre una protezione del retro quale ulteriore misura di prevenzione.

L’applicazione di protezioni sul retro dei dipinti è una pratica utilizzata da molti anni. Infatti, come emerge da antichi inventari, sono numerose le tele - alcune giunte fino a noi con la protezione originale - che un tempo erano fissate o controfondate da tavole. Accorgimenti di questo tipo consentono di isolare meglio le pale d’altare dal muro retrostante, riducono le variazioni di temperatura tra il fronte e il retro, stabilizzano le fluttuazioni repentine e prevengono il depositarsi di polvere sul retro della tela e negli spazi tra tela e telaio. Ovviamente la protezione svolta dal controfondo è utile anche qualora l’opera sia esposta nel museo, conservata in deposito, nonché durante le movimentazioni. In particolare in questi anni, in cui le movimentazioni per esposizioni temporanee si susseguono continuamente, questo genere di protezione diviene indispensabile perché protegge il dipinto anche da danni meccanici, evita che il telaio e le traverse vengano utilizzati come maniglie e crea un cuscino d’aria che riduce le vibrazioni della tela, sia durante le fasi di imballaggio e disimballaggio, sia durante il trasporto in cassa, funzione quest’ultima particolarmente importante nel caso di grandi dipinti[2].

Per la Resurrezione di Lazzaro è stata realizzata una chiusura dei sei riquadri del telaio con pannelli in materiale semirigido (PVC a struttura alveolare, comunemente denominato Polionda) applicati con il velcro. Questa soluzione consente un facile accesso al retro del dipinto, sia per l’eventuale registrazione dei tenditori metallici presenti agli angoli del telaio per la regolazione del livello di tensionamento della tela, sia per le necessarie ispezioni e manutenzioni periodiche (figg. 1-2). Nel corso delle movimentazioni, inoltre, i pannelli hanno impedito che l’opera subisse sollecitazioni meccaniche dovute allo spostamento d’aria causato dall’effetto vela della tela (figg. 3-5).

Per il controllo dell’umidità relativa (UR) e della temperatura (T), nell’interfaccia tela-pannello è stato istallato un datalogger con trasmissione dati wireless, mentre un secondo è stato installato in sala, per la registrazione dei valori di confronto. L’analisi dei dati ha messo in luce l’efficacia dei pannelli di protezione che hanno attenuato le fluttuazioni repentine di UR, mantenendo all’interno del volume d’aria pannello-tela condizioni igrometriche decisamente più stabili rispetto a quelle della sala. Il range di variabilità dell’UR della sala raggiunge il 15%, con fluttuazioni giornaliere fino al 10%, mentre il range di variabilità UR dell’interfaccia pannello-tela non supera il 5%, con fluttuazioni giornaliere minori del 3% (fig. 6).

Dal punto di vista della stabilizzazione termica, certamente meno importante per la conservazione del dipinto, il pannello di protezione dà luogo ad un abbattimento di qualche decimo di grado nell’interfaccia pannello- tela rispetto alle variazioni termiche dell’aria della sala. Il pannello non ha invece alcun effetto sul lungo periodo, non operando alcuna modifica rispetto alle variazioni stagionali della temperatura esterna che hanno un evidente impatto sulla temperatura della sala (fig. 7).



[1] Giani E., Conservazione preventiva per il trasporto e l’esposizione in mostra della Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio, Kermes, n. 89, 2013, pp. 19-26

[2] Andresen A., Corsetti M., Giani E., Il trasporto e l’esposizione dell’Annunciazione, considerazioni sul comportamento di un telaio espandibile, Bollettino ICR Nuova Serie, n. 22-23 2011 pp. 76-84