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Il Piviale di Pio XI, Guido Ravasi, Stato Città del Vaticano

analisi storico-critica

Il manto fu donato a papa Pio XI, Achille Ratti, da un gruppo di famiglie di Milano. I loro nomi – Angelo, Attilio, Giovanni Vittadini – compaiono in lettere rosse nell’iscrizione dedicatoria cucita sul rovescio del cappuccio foderato in taffetas giallo:

PIO XI PONT. MAX.
IACOBUS RAVASCO – GUIDO RAVASI
ANGELUS ATTILIUS JOHANNES VITTADINI
FAMILIAE ARCHIDIOEC. MEDIOLAN.
SACRO IUBILEI ANNO
MCMXXV
GUIDO RAVASI DESCRIPSIT ET TEXUIT
ALFREDUS RAVASCO EXORNAVIT

Nella medesima dedica commemorativa si leggono anche i nomi di Alfredo Ravasco (e di suo padre Giacomo) di Milano e Guido Ravasi di Como, ideatori e autori della preziosa veste liturgica, in qualità di orafo il primo e artista tessile il secondo. Il parato fu decisamente innovativo: un vero e proprio gioiello tessuto, realizzato, per la prima volta in Italia, da macchine industriali. Il piviale fu decorato nel cappuccio e nello stolone, con piccole perle e corallini. Ravasco realizzò anche il prezioso razionale, ora perduto. Il grande manto semicircolare (419 x 273 cm) risultava estremamente leggero (3,6 Kg) ed era confezionato con nove spicchi - anche questa una novità voluta da Ravasi - affinchè il disegno del motivo tessile e il cristogramma IHS apparissero sempre in verticale.

Sullo stolone è intessuto, à disposition, replicato due volte simmetricamente, in una cornice ovale, lo stemma Ratti[1] con l’insegna papale. Il motto familiare “Raptim transit” fu interpretato da Ravasi con l’inserzione nelle sfere di tre minuscoli topi neri, rimando al cognome del pontefice.

Gli stemmi sono incorniciati da una profilatura in coralli rossi. Un’analoga bordura delimita lo stolone alla congiunzione con il manto, arricchita da una trina d’oro a fuselli. Il cappuccio, tagliato nel medesimo tessuto dello stolone, è decorato con trina d’oro, fila di coralli e una frangia di seta floscia. Sul tessuto, i monogrammi IHS circondati da otto piccole perle. E’ collegato allo stolone tramite tre preziose decorazioni in filigrana d’oro,coralli e perline.

Il manto è rifinito con una frangia in seta floscia bianca che comprende una testa alta un centimetro  nella quale è intessuta a intervalli regolari la firma di Guido Ravasi.

 


[1] Troncato: nel primo d’oro, all’aquila col volo abbassato di nero, membrata e imbeccata del campo; nel secondo d’argento, a tre palle di rosso disposte due e una