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Alla stanga, Giovanni Segantini, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma

analisi storico-critica

Alla stanga è una delle rare opere di Giovanni Segantini conservate in una collezione pubblica italiana: la maggior parte di esse si trova infatti nelle raccolte svizzere, austriache e tedesche.
Il dipinto è’ pervenuto alla Galleria nazionale d’arte moderna -all’epoca ospitata nella sede di Palazzo delle Esposizioni in Via Nazionale-.nel dicembre 1888, dopo essere stato acquistato per 18.000 Lire dal governo italiano all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Bologna.
Di grande formato (cm 170x389,5) è firmato e datato “G. Segantini 1886” sull’estremità destra della stanga in primo piano e raffigura il momento del rientro dal pascolo, quando le mucche sono ricondotte alla stanga e accudite dai contadini. E’ il tramonto e la giornata di lavoro volge al termine; gli ultimi raggi di sole illuminano con una tonalità calda il primo piano, mentre l’effetto di controluce “accende” il profilo ispido degli animali e la paglia calpestata sotto le loro zampe.
Lo scenario è quello delle Prealpi brianzole che appaiono sullo sfondo, imbiancate di neve. Segantini ha dipinto a Caglio, in Valassina, en plein air per sei mesi consecutivi tra l’autunno 1885 e la primavera 1886, e in solitudine. In Brianza si era trasferito già nel 1880, lasciando Milano dove aveva compiuto gli studi all’Accademia di Brera, soggiornando dapprima a Pusiano sul lago omonimo, poi a Carella, Corneno e infine a Caglio. Da qui, proprio nell’estate 1886, si trasferisce a Savognino nel Cantone dei Grigioni Svizzeri: Alla stanga è quindi l’ultima opera del periodo brianteo e un importante documento nel percorso artistico di Segantini, che preannuncia il suo abbandono della tecnica pittorica tradizionale ad impasto per quella del colore diviso, cui lo indirizzava da tempo il suo mecenate e promotore Vittore Grubicy de Dragon. Inoltre, il trasferimento su scala monumentale di un umile frammento della realtà contadina segna anche un primo passo nell’orientamento dell’artista in direzione simbolista, orientamento che troverà piena realizzazione nei dipinti dell’ultimo periodo, quello trascorso nell’Alta Engadina, dove Segantini muore, proprio dipingendo ad alta quota sullo Schafberg, a soli 41 anni.