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Cromatica, Guido Strazza, Macro, Roma

intervento di restauro

L’ obiettivo del restauro è stato il ripristino del sistema di interferenza cromatica previsto dall’artista, nel rispetto della sua originalità. Motivo di studio e d’interesse su questo oggetto sono stati i materiali utilizzati  nella tecnica di Strazza. Il lavoro è stato eseguito durante il laboratorio didattico con gli allievi restauratori del IV anno dell’ICR, nell’ambito del corso sui dipinti e materiali dell’arte contemporanea, guidato dai restauratori del settore.
La prima fase è consistita nel rimuovere meccanicamente il deposito di particellato dal fondo  bianco con una gomma bianca. La pulitura dei fogli di plastica, sia fronte che retro, è stata eseguita con acqua applicata a tampone per rimuovere i depositi coerenti, che nascondevano la trasparenza dei fogli di plastica. Per non lasciare l’ombra delle gocce, è stato usato un tampone di cotone ad asciugare la superficie contestualmente.
Sui pannelli è stato necessario:

  • rimuovere il vecchio adesivo sia dai fogli di plastica che  dalle guide metalliche per mezzo di acetone a tempone
  • rimuovere il nastro isolante blu che fissava dal fronte gli schermi, parzialmente scollato, per mezzo di tampone di etere di petrolio
  • riaderire il foglio trasparente alla guida di metallo tramite nastro biadesivo  della 3M ( a base di BMA)
  • sostituzione del nastro isolante blu con identico nastro adesivo trovato ancora in commercio
  • pulitura delle parti in alluminio con acetone
  • pulitura meccanica delle parti ossidate del gancio di ferro, di seguito protette con Paraloid B 72.
  • Al termine del restauro il manufatto ha così recuperato esteticamente la sua valenza, rendendo di nuovo possibile il gioco di incroci dei pannelli variamente colorati, tornati mobili a scorrimento, sul fondo.