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Cromatica, Guido Strazza, Macro, Roma

tecniche di esecuzione

L’opera misura 56 x 108 cm. Per ottenere gli effetti di interferenza cromatica desiderati, l’artista sfrutta un piano di riferimento, inciso e colorato in due ovali e su questo, vincola a scorrimento tre schermi mobili trasparenti, su cui dipinge con i colori di base.  L’opera può definirsi dinamica, poiché si offre sempre in forme diverse, grazie al movimento degli schermi, che variamente si incrociano cromaticamente sovrapponendosi o affiancandosi alle forme ed ai colori di base. Dall’intervista all’artista che ha visitato il laboratorio dell’ISCR in occasione del restauro, si apprende nel dettaglio l’esecuzione. Il manufatto è costituito da un pannello di agglomerato di legno, rivestito di carta a questo incollata con adesivo vinilico. Questo supporto è stato preparato in superficie con vinavil miscelato ad olio di lino e bianco di zinco, a creare un fondo bianco. Sul pannello sono incisi due ovali tronchi da una parte, orientati fra loro ortogonalmente,  uno bianco e l’altro a strisce bianche e blu. Il Pannello è contenuto in una cornice metallica, su cui in un binario a L, presente in alto ed in basso, si agganciano guide di metallo scorrevoli lungo lo stesso bordo in alto. Tre schermi trasparenti sono adesi alle guide su un bordo e sono liberi sugli altri lati. Su ogni schermo sono dipinte delle strisce di un solo colore, diverso per ciascun foglio: giallo, blu e rosso a descrivere un ovale. La tecnica di trasposizione del colore fa riferimento alla calcografia, secondo il “metodo Hajter”, usando colori in olio di lino.