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Baia sommersa, Villa dei Pisoni, muro sud-ovest del viridarium

intervento di restauro

2004. Durante la prima campagna di restauro nel settembre del 2004 sono stati rimossi i biodeteriogeni, risarcendo le zone pulite con malta idraulica premiscelata, proseguendo le operazioni dopo almeno tre giorni, per garantirne l’iniziale indurimento. A causa della lacunosità della base e della fondazione della semicolonna, sono stati ricostruiti gli elementi mancanti. Data la scarsa aderenza della malta sulle superfici verticali e considerando che essa doveva legare tra loro elementi di notevole peso e dimensioni, è stata realizzata una controforma in lamine di alluminio, applicata sui tre lati del basamento, per mantenere in posizione gli elementi lapidei durante l’indurimento della malta. La controforma, progettata in tre elementi con innesti a incastro, è stata posta in opera dopo un rilievo del fondale e delle strutture superstiti, per impedire la fuoriuscita della malta o lo spostamento dei conci. Le lamine potevano essere rimosse per verificare la tenuta del risarcimento. Sul preventivo rilievo della lacuna nella fondazione della semicolonna sono stati sagomati gli elementi di risarcimento in tufo; quindi sono stati utilizzati dei laterizi, per suggerire l’originaria tecnica di esecuzione. Sono state integrate le lacune della malta interstiziale sulla semicolonna e sui muri adiacenti, e riallettati con una malta idraulica elementi precariamente ancorati alla struttura. Sul retro della muratura, sono state risarcite le lacune con una malta a base di calce idrata con inerti pozzolanici.

2005. Durante la campagna di restauro nell’Ottobre del 2005 è stata eseguita la pulitura della superficie con mezzi meccanici appositamente progettati (vedi Progetto restaurare sott’acqua). Gli elementi distaccati sono stati rimossi, puliti dagli organismi che ne avevano causato il distacco, e allettati nuovamente nella posizione originaria. Le connessioni tra i laterizi sono state stuccate con malta a bassa viscosità. Numerose sono state le stuccature realizzate per consolidare il nucleo in conglomerato, evitando, in questo modo, il distacco dei grossi frammenti litoidi o in laterizio. Infine, si è eseguita la stilatura dei giunti nel retro del muro della semicolonna N.13, utilizzando malta a base di calce idraulica additivata. Un intervento di pulitura e consolidamento ha interessato il frammento della semicolonna N.16, crollata in prossimità del muro sopra il quale era originariamente posizionata. L’integrazione della muratura in opera reticolata, è stata eseguita mediante la risarcitura della lacuna sulla fronte del muro in laterizi tra le semicolonne N.12 e N.13, e il successivo allettamento di cubilia per tutta la lunghezza del muro e per un’altezza pari al profilo del nucleo conservato. Sono stati utilizzati tufelli parallelepipedi a basi quadrate, poiché la tradizionale forma tronco piramidale avrebbe comportato la scalpellatura di strati originali del conglomerato durante il loro allettamento, per poter far posto ai vertici del poliedro. L’intercapedine tra il prospetto realizzato e il nucleo originale è stata colmata con malta a base di calce idraulica e frammenti lapidei e di laterizio, per ricostruire una continuità tra paramento murario e nucleo cementizio. Sono stati puliti, inoltre, un frammento di notevoli dimensioni e un crollo a ridosso della muratura, per verificare l’eventuale pertinenza alla struttura restaurata. Il crollo, che era la porzione di muratura alla quale si addossava la parte mancante della semicolonna N.12, è stato consolidato mediante la stilatura dei giunti tra i mattoni e stuccature tra i frammenti della semicolonna gravemente danneggiata. Il frammento, che sembrava essere una porzione di conglomerato, è difficilmente attribuibile alla muratura oggetto del restauro. Questi elementi fuori contesto e il profilo a V di due lacune nel nucleo del muro tra le colonne N.12 e N.13, indicavano che tali lesioni e crolli erano stati causati dalle chiglie di navi che transitavano in zona, quando l’area era un porto industriale.

2010. Nell’ultima campagna di lavori datata al 2010 si è concluso il consolidamento e il restauro di questo muro monumentale, e, come ogni anno, sono stati effettuati interventi localizzati di manutenzione ordinaria.