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Baia Sommersa, Villa con ingresso a protiro, Mosaico con decorazione a pelte

documentazione grafica e fotografica

L'intera area e le fasi del suo restauro sono state documentate manualmente da Filomena Lucci. Inoltre, è stata decisa la documentazione grafica del pavimento musivo con l’ausilio dello scanner subacqueo, già sperimentata dal nostro Istituto nel restauro del pavimento in opus sectile presso le terme di Punta dell’Epitaffio nel 2011. Allora era stato utilizzato lo scanner subacqueo Naumacos L1 progettato da Gabriele Gomez De Ayala per la documentazione di siti archeologici sommersi e la pianificazione di progetti conservativi. Questo strumento molto compatto (15 x 16 x 10 cm - 4 kg) si era dimostrato particolarmente valido nella produzione di un modello tridimensionale estremamente preciso e fedele all'originale. Inoltre  era stato prezioso anche per la produzione della documentazione archeologica e la pianificazione delle attività di conservazione e di manutenzione del sito. Questo scanner subacqueo si adattava bene alle condizioni imprevedibilmente mutevoli dei siti archeologici sommersi. In questa campagna di restauro è stato utilizzato il Naumacos L3 (progettato da Gabriele Gomez De Ayala), una versione aggiornata dello scanner che offre una serie di vantaggi innovativi come l'essere in grado di catturare i dettagli della superficie in movimento, piuttosto che da un punto fisso come avveniva con il Naumacos L1.

Allo stesso modo del Naumacos L1, il sistema del Naumacos L3, per catturare il livello di dettaglio richiesto, è stato configurato in modo da dare una precisione di 0,05 millimetri con una risoluzione di 1.200.000 pixel. Lo scanner subacqueo cattura anche le texture che successivamente sono rese nel modello 3D. Queste texture sono acquisite congiuntamente con coordinate spaziali associate, garantendo un modello 3D perfettamente fedele. Per la scansione dettagliata delle aree più grandi, il sistema è configurato per catturare diversi metri quadrati per volta, con una precisione di 0,5 / 1/2 millimetri (Davidde, Petriaggi, Gomez De Ayala 2014). L’area indicata viene scansionata da diverse angolazioni e in seguito i risultati vengono inseriti in un unico modello 3D.