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Baia Sommersa, Via Erculanea

intervento di restauro

Inizialmente è stata pulita la superficie dei basoli e sono stati rimossi i detriti presenti nelle giunzioni. Sono stati quindi spostati i basoli con palloni di sollevamento e imbracatura realizzata con fasce in nylon. A causa della forma tronco conica degli elementi e quindi dell’impossibilità di mantenerli in posizione, una volta collocati nella loro sede originaria, sono stati utilizzati dei perni in acciaio inox, inseriti nella malta originale del fondo stradale a contatto con la superficie laterale dei basoli. La funzione dei perni era solo di contenimento rispetto agli spostamenti che i basoli avrebbero subito a causa del moto ondoso e quindi non sono stati vincolati a essi. Poiché non è stato possibile individuare il margine esterno della strada, è stato costruito un muretto di contenimento. Tale elemento provvisorio, alto circa 2/3 rispetto ai basoli, è stato realizzato in conci rettangolari di tufo, allettati sul fondo con malta a base di calce idraulica aveva lo scopo di ridurre l’impatto delle mareggiate sui basoli e di evitarne il conseguente spostamento, che avrebbe potuto verificarsi anche per l’assenza del margine stradale. (Allo stato attuale questo muro non è più visibile perché la Soprintendenza nel 2008 ha realizzato i lavori di scavo e musealizzazione del Ninfeo di Punta  dell’Epitaffio e della strada che quindi è stata scavata e restaurata completamente in questo settore.). Per garantire ulteriore coesione dei basoli, è stato gettato un conglomerato di malta e inerti in cocciopesto per un livello di circa 1/3 dell’altezza dei basoli. I vuoti di giunzione sono stati colmati con strati di ghiaia a granulometria decrescente dal fondo verso la superficie; questa scelta fatta per riproporre la tecnica originale di esecuzione delle strade romane.