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Villa Farnesina-Chigi: Loggia di Amore e Psiche

presentazione

Anche nel caso dell’intervento sulla Loggia di Psiche – auspicato fin dagli anni ’60 – l’Istituto interviene nell’ottica di una comprensione ampia e organica delle problematiche presenti. Le importanti alterazioni della superfice pittorica risultano, infatti, strettamente connesse ai dissesti che interessano la volta già un secolo dopo la sua esecuzione e a cui diversi restauri in varie epoche cercano di porre rimedio a più riprese. L’intervento sull’apparato pittorico della volta, diretto ancora dalla dott. Varoli Piazza, si affianca, così, ad un’ampia campagna di rilevamenti strutturali curata dall’arch. Annamaria Pandolfi e dal prof. Antonino Gallo Curcio, finalizzata a chiarire l’origine dei dissesti che interessano la villa e la qualità dei cinematismi da cui la struttura risulta coinvolta. Le indagini comprendono prospezioni geognostiche, inquadramento geologico, caratterizzazione geotecnica, monitoraggio strutturale e controllo dei movimenti altimetrici, del quadro fessurativo e della falda: un quadro completo di verifiche che consentono di chiarire le cause del dissesto e i possibili interventi da porre in essere.

L’intervento di restauro sul prezioso apparato pittorico si è dovuto confrontare con la presenza delle ampie lesioni che coinvolgevano la struttura della volta per tutta la sua profondità e con la presenza delle 850 grappe metalliche inserite dal Maratti: di tutte si è resa necessaria la verifica dell’efficienza statica, il trattamento antiossidante e il recupero estetico, con la consapevolezza che le grappe nascondevano, ma al tempo stesso proteggevano, preziose tracce della superficie originaria. Come si legge nel volume Raffaello. La Loggia di Amore e Psiche alla Farnesina a cura della dott. Sofia Varoli Piazza, le prime due campagne di indagine sui dipinti della loggia si sono svolte negli anni 1989-90 e sono state esclusivamente di “osservazione diretta preliminare, al fine di individuare la tecnica di esecuzione e di stabilire lo stato di conservazione dei dipinti, i problemi connessi con il restauro marattesco e gli interventi posteriori. L’intervento è stato preceduto dalla realizzazione della documentazione fotografica e del modello dell’oggetto (le basi grafiche), portata avanti parallelamente alle operazioni di restauro. Durante questa fase sono stati effettuati ridotti saggi di consolidamento e di pulitura […]. La fase esecutiva, negli anni 1990-97, ha verificato e puntualizzato quanto sperimentato in sede preliminare”. Le tecniche di esecuzione dello splendido ciclo pittorico sono state indagate chiarendo la struttura degli starti preparatori, l’esecuzione delle giornate, la tecnica di trasposizione del disegno, la gamma dei pigmenti utilizzati (per ampi versi innovativi e sconosciuti). Su questi ultimi sono state acquisite importanti informazioni grazie alle misure di fluorescenza a raggi X (XRF) effettuate con la collaborazione tra Istituto ed ENEA, che hanno consentito anche interessanti confronti con la Loggia di Galatea.

A valle di questo articolato studio multidisciplinare, l’intervento di restauro ha comportato il ristabilimento della coesione e dell’adesione della pellicola pittorica e delle dorature, ma anche ampie operazioni per porre rimedio ai distacchi di profondità e far riaderire i frammenti previa velinatura preventiva. Tra le delicate operazioni propedeutiche alla pulitura si annovera anche la rimozione di stuccature e vincoli metallici non idonei che hanno poi consentito di procedere alla stuccatura e alla reintegrazione pittorica ad acquerello, operata a velatura o a tratteggio a seconda della zona.