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  • Restauri - Restauri conclusi
  • Il rotolo dipinto giapponese "dei trentatré cavalli", Museo Stibbert, Firenze

  • Alla stanga, Giovanni Segantini, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma

  • Tibiae, Museo degli Strumenti Musicali, Roma

  • Rotella da parata in cuoio. Museo Bagatti-Valsecchi, Milano

  • Gli affreschi di Polidoro da Caravaggio dal Casino del Palazzo del Bufalo a Roma

  • Angelo in maiolica, Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto

  • Storie di Sant'Orsola. L'arrivo a Colonia, Vittore Carpaccio, Gallerie dell'Accademia, Venezia

  • La cassaforte della casa dei Vettii, Pompei

  • Cromatica, Guido Strazza, Macro, Roma

  • Mappa toroidale di 5 paesi e 4 colori, Sergio Lombardo, Macro, Roma

  • Il Satiro Danzante di Mazara del Vallo

  • La peschiera della villa romana di Torre Astura, Nettuno, Roma

  • Il polittico di Santa Sabina, cappella di San Tarasio, chiesa di San Zaccaria a Venezia

  • Elefantino di piazza della Minerva a Roma

  • Baia sommersa, Villa dei Pisoni, Pavimento in mosaico bianco

  • Baia sommersa, Terme di Punta dell'Epitaffio. Pavimento in opus sectile

  • Baia Sommersa, Via Erculanea

  • Pietà con San Giovanni, la Maddalena e un Vescovo, Chiesa di Sant'Agostino, Gallese

  • Il Mitra tauroctono dalla Civita di Tarquinia

Restauri conclusi

  • Stage Evidence, Loris Cecchini, Museo del Novecento, Milano

    L’opera realizzata dall’autore nel 2002 appartenente alla serie Stage Evidence (2001), è arrivata nei laboratori dell’ISCR, dai depositi del museo di appartenenza, Museo del Novecento (ex Civiche Raccolte d'Arte) di Milano, in avanzato stato di degrado nel 2008, con un fenomeno degenerativo del materiale costitutivo in rapida evoluzione. La scultura è stata accolta nel laboratorio di restauro dei materiali dell’arte contemporanea dell’ISCR per la particolarità del degrado del materiale costitutivo, identificato come gomma poliuretanica e per verificare la possibilità dell’approccio di metodo che contraddistingue l’Istituto.
    Oltre al gruppo dell’ISCR al lavoro ha partecipato:
    Dott.ssa Marina Pugliesi (Direttore Museo del Novecento, Mi)

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  • La fondazione di Roma, Gerardo Dottori, Perugia

    La Luce dell’antica madre di Palazzo della Penna a Perugia, nota anche come La fondazione di Roma, costituisce il bozzetto preparatorio realizzato da Gerardo Dottori in vista della monumentale composizione dello stesso soggetto eseguita nell’Aula Magna dell'Università degli Stranieri nel 1937. Essa presenta pertanto l’immediatezza e il carattere provvisorio di un’opera che nasce per finalità di studio e non mira a una autonoma completezza estetica. Va comunque precisato che, se alcuni particolari sono trattati dall’autore in maniera sommaria, la tecnica pittorica risulta quanto mai interessante in relazione all’opera definitiva della quale costituisce un diretto precedente.
    Analogamente al dipinto di Dino Predonzani, eseguito negli stessi anni e anch’esso oggetto di restauro da parte del Laboratorio di Restauro dei Materiali dell’Arte Contemporanea, l’opera di Dottori si presenta come un affresco realizzato su un pannello industriale mutuato dal settore dell’edilizia. Anche in questo caso, quindi l’opera documenta la fase di grande sperimentazione propria del periodo fascista in cui, la ripresa della tradizione pittorica dell’affresco si sposa con l’impiego di materiali nuovi, di origine industriale, che spesso si riveleranno poco adatti a scopi artistici.
    L’intervento di restauro sull’opera di Dottori ha pertanto consentito di approfondire un particolare aspetto della tecnica esecutiva dell’artista e le particolari problematiche conservative ad essa connesse.

     

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  • La porta aperta, Venanzio Zolla, Quirinale, Roma

    Il dipinto proviene dalla collezione del Quirinale. Questa raccolta è stata spesso oggetto di restauro del laboratorio dei materiali dell’arte contemporanea  nei suoi anni di attività. L'opera La porta aperta in particolare,  ha costituito oggetto di interesse per il problema legato alla protezione superficiale, alla sua alterazione e successiva rimozione rispettando il principio sempre valido della  reversibilità, cioè della sua rinnovabilità senza danneggiare lo strato pittorico sottostante.
    Hanno partecipato al lavoro oltre al gruppo  ISCR:
    Dott.ssa Luisa Morozzi ( Storica dell'arte del Quirinale)
    Università di Perugia Dipartimento di chimica e CNR, laboratorio Molab, Dott.ssa C. Miliani, Dott.ssa Al.Daveri, Dott.ssa K. Kahrim

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  • Cromatica, Guido Strazza, Macro, Roma

    L’opera “Cromatica”  datata 1967, di Guido Strazza, esempio di Optical art, è stata accolta in cattivo stato di conservazione nel laboratorio di restauro dei materiali dell’arte contemporanea, per un intervento di restauro conservativo. Essendo il frutto di un assemblaggio di materiali mobili, alcune parti si erano staccate e l’opera rischiava di scomporsi e di perdere i suoi elementi. È stata pertanto oggetto di studio ed intervento nell’ambito dell’attività didattica di questo Istituto.

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