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Dipinti murali e intonaci (area A)

Il restauro dei Dipinti Murali, con il restauro di tele, tavole e sculture lignee policrome rappresenta, sin dalla nascita dell’Istituto, una delle sue attività più importanti.
Nel secondo dopoguerra si assiste al compimento di restauri di cicli pittorici di grande interesse ed impegnativi sotto il profilo tecnico e quantitativo.
Gli esiti disastrosi del secondo conflitto mondiale ed il timore di un prossimo evento bellico danno avvio a numerose campagne di estrazione di interi cicli di pitture murali, puntualmente documentati nei Bollettini ICR, dai quali si ricostruisce l’evoluzione della sperimentazione sia della tecnica di rimozione dei dipinti murali, che la costruzione di nuovi supporti; nel Bollettino n. 1 del 1950, nel capitolo dedicato ai “supporti”così scrive Cesare Brandi: “ La sostituzione del supporto originario da cui debba essere rimossa una pittura, rappresenta certamente uno dei problemi tecnici più delicati del restauro, e di quelli che, più specificatamente, debbono considerarsi sempre in via di ulteriori evoluzioni e perfezionamenti.”

Nel tempo, con l’evolversi del concetto di conservazione in situ e di manutenzione, gli stacchi dei dipinti murali, sono diventati rari mentre oggi l’opera del laboratorio prevede lavorazioni su dipinti rimossi in passato dal supporto originario, offrendo interessanti testimonianze che permettono di individuare prassi di metodologie operative e materiali utilizzati nel tempo.
Già dalla fine della Seconda Guerra Mondiale (affreschi della Cappella Mazzatosta in Santa Maria della Verità a Viterbo) fino ai recenti eventi sismici, l’Istituto si è occupato di problemi di recupero, ricomposizione e presentazione di dipinti murali danneggiati da eventi calamitosi.

Tra gli interventi più significativi di questi ultimi anni sono da citare il restauro dei dipinti della Cappella degli Scrovegni, il restauro delle pitture Altomedioevali della Basilica Inferiore di San Clemente, il restauro dei dipinti murali di Benozzo Gozzoli nella Cappella di Santa Caterina a Legoli (Pi).
Un’ importante attività del laboratorio si configura con la progettazione e direzione Lavori di restauri di dipinti murali, di particolare rilevanza, condotta all’estero in collaborazione con Organismi Europei ed Extraeuropei, oppure in Italia con Enti preposti alla tutela territoriale dei Beni Culturali.

Il nuovo accorpamento di tipologie dei materiali, ha quindi posto maggiormente in risalto il fondamentale principio sotteso ad ogni insegnamento del restauro, cioè la consapevolezza dell’intima connessione tra la pittura e il suo supporto. La pittura murale dunque si manifesta non solo attraverso il colore e la sua immagine, ma anche nella sua consistenza materica individuata nella tridimensionalità del supporto.

A partire dall’anno accademico 2012-2013, l’attività prevalente del Laboratorio sarà quella didattica, occupandosi della formazione degli allievi al terzo anno del percorso formativo professionalizzante (PFP1) “materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell’architettura”.[1] L’attuale corso universitario prevede che lo studio dei dipinti murali sia accomunato e strettamente connesso a quello dei materiali lapidei, degli intonaci, dei laterizi, dei mosaici, delle murature e delle superfici decorate dell’architettura.

Il laboratorio afferisce all'Area A (dipinti murali, mosaici e stucchi).


[1] DM 87/2009, Regolamento concernente la definizione dei criteri e livelli di qualità cui si adegua l'insegnamento del restauro.

 

Recapiti

laboratorio 06 67236321