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Dipinti su tavola (area C)

L’attività dell’Istituto inizia nel 1941 con il restauro di tre dipinti su tavola di Antonello da Messina: l’Ecce Homo del Collegio Alberoni di Piacenza, il Polittico di S .Gregorio del Museo Regionale di Messina e l’Annunciata del Museo di Palermo.

L’elaborazione delle problematiche inerenti il restauro di questi grandi capolavori consentirà l’impostazione metodologica del restauro della pittura da cavalletto. Tali indicazioni hanno costituito il testo de La Teoria del Restauro di Cesare Brandi che ha guidato l’attività dell’Istituto fino ad oggi con interventi di restauri diventati esemplari.

Per citare solo i più noti si ricordano: le Icone Mariane con  l’Icona del Pantheon, l'Icona Tempuli dell’oratorio di S. Maria del Rosario , l’Icona di S.Maria in Trastevere. La Maestà di Duccio da Boninsegna, oggetto di uno studio approfondito e messa a punto di un nuovo sistema di sostegno ad opera di Roberto Carità che si avvalse della collaborazione del Laboratorio Chimico dell’Aereonautica per i calcoli che riguardavano i rapporti legno-metallo; la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca con gravi problemi di supporto oltre che di presentazione estetica.

La presentazione estetica di un dipinto fu per Brandi fin dall’inizio una meta da raggiungere:infatti nel primo periodo di attività dell’Istituto egli non aveva ancora elaborato a sufficienza un valido sistema di ricostruzione dell’immagine.

Solamente nella seconda metà degli anni ’40 applicò ai dipinti su tavola  il sistema di reintegrazione con la tecnica del “tratteggio” per la ricostruzione delle lacune, che fino ad allora era stato impiegato solamente per gli affreschi.

Fin dalla  sua creazione nel 1939 l’Istituto non era diviso in settori di specializzazione per  affinità di materiali che costituiscono l’opera d’arte. Con lo sviluppo della disciplina del Restauro e l’ampliamento degli studi  sui molteplici  materiali che costituiscono  l’opera d’arte   si è sentita l’esigenza di  dividere i laboratori in settori che consentissero approfondimenti specifici unitamente ad un’applicazione metodologica finalizzata alla conservazione ed il restauro dei  manufatti.

L’attuale  laboratorio dei Dipinti su Tavola nasce intorno agli anni ‘80, periodo in cui i Laboratori di restauro si trasferiscono dalla storica sede di piazza San Francesco di Paola ai nuovi locali situati in un’ala del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa appena restaurata.

Da questo momento il laboratorio si concentrerà sul restauro dei manufatti lignei  dipinti approfondendone le problematiche, supportato da nuove tecnologie di indagine in continua evoluzione e da nuovi materiali.

Il laboratorio afferisce all'Area C (dipinti su tavola, manufatti lignei dipinti e non dipinti).