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  • Restauri - Restauri conclusi
  • Il rotolo dipinto giapponese "dei trentatré cavalli", Museo Stibbert, Firenze

  • Alla stanga, Giovanni Segantini, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma

  • Tibiae, Museo degli Strumenti Musicali, Roma

  • Rotella da parata in cuoio. Museo Bagatti-Valsecchi, Milano

  • Gli affreschi di Polidoro da Caravaggio dal Casino del Palazzo del Bufalo a Roma

  • Angelo in maiolica, Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto

  • Storie di Sant'Orsola. L'arrivo a Colonia, Vittore Carpaccio, Gallerie dell'Accademia, Venezia

  • La cassaforte della casa dei Vettii, Pompei

  • Cromatica, Guido Strazza, Macro, Roma

  • Mappa toroidale di 5 paesi e 4 colori, Sergio Lombardo, Macro, Roma

  • Il Satiro Danzante di Mazara del Vallo

  • La peschiera della villa romana di Torre Astura, Nettuno, Roma

  • Il polittico di Santa Sabina, cappella di San Tarasio, chiesa di San Zaccaria a Venezia

  • Elefantino di piazza della Minerva a Roma

  • Baia sommersa, Villa dei Pisoni, Pavimento in mosaico bianco

  • Baia sommersa, Terme di Punta dell'Epitaffio. Pavimento in opus sectile

  • Baia Sommersa, Via Erculanea

  • Pietà con San Giovanni, la Maddalena e un Vescovo, Chiesa di Sant'Agostino, Gallese

  • Il Mitra tauroctono dalla Civita di Tarquinia

Restauri conclusi

  • Il monumento funebre di Berardo D'Aquino nella chiesa di Santa Maria della Strada, Matrice

    Il monumento funebre di Berardo d’Aquino è situato all’interno della badia benedettina di Santa Maria della Strada eretta nel 1148 su un colle limitrofo al paese di Matrice, vicino Campobasso in Molise, sul tratturo Cortile-Centocelle che da Matrice proseguiva verso la Puglia.  Il monumento, databile alla seconda metà del XIV secolo, rappresenta la più alta testimonianza artistica della fase tardo medievale della chiesa ed è espressione di un gotico maturo che si avvale di formule stilistiche e soluzioni ornamentali particolarmente ricche. 

    A seguito del terremoto che ha colpito il Molise nel 2002, il monumento ha subito gravi dissesti statici che hanno riguardato in particolare il timpano e le sculture. Dopo un primo pronto intervento a cura della Soprintendenza del Molise, grazie al quale erano state assicurate le parti pericolanti, nel 2007 è stato affidato all’Iscr il restauro che ha  incluso il consolidamento statico-strutturale dell’opera. Propedeutico all’intervento conservativo è stato l’avvio di una campagna di indagini che ha consentito di comprendere l’effettiva gravità dei danni e di stabilire le modalità e le procedure tecniche necessarie a ridare stabilità al monumento.

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  • La facciata principale della chiesa di Santa Maria della Strada, Matrice

    La badia benedettina di Santa Maria della Strada sorge su un colle limitrofo al paese di Matrice, vicino Campobasso in Molise, sul tratturo (vie della transumanza) Cortile-Centocelle che da Matrice proseguiva verso la Puglia. La denominazione “della Strada” può riferirsi alla presenza di una strada lastricata nelle vicinanze, o può avere il significato simbolico di “guida dei viaggiatori”: infatti i pellegrini che dall’ Europa del nord raggiungevano i più famosi santuari della Puglia, in particolare San Michele nel Gargano e San Nicola a Bari, trovavano ristoro lungo il cammino proprio presso questa chiesa. Santa Maria della Strada, consacrata il 7 Agosto 1148, è tra le chiese più significative del Molise tanto da essere stata dichiarata, nel 1889, monumento nazionale.

    A seguito del terremoto che ha colpito il Molise nel 2002 il monumento funebre di Berardo d’Aquino, posto sulla parete nord della chiesa, è stato gravemente danneggiato e la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Molise ha chiesto all’Iscr di studiare e realizzare un restauro di tipo strutturale che tenesse in considerazione le caratteristiche storiche e artistiche dell’opera.  L’Iscr dopo una prima fase di studio, di analisi e di indagini strutturali,  ha intrapreso il restauro concludendolo poi nel 2010. A partire dal 2011 è stato realizzato, a seguito di un attento studio dei danni strutturali e del deterioramento delle superfici lapidee,  il restauro della facciata principale della chiesa, opera di alto valore storico artistico, le cui parti scultoree rappresentano uno dei più importanti esempi di scultura romanica del Molise.

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  • Elefantino di piazza della Minerva a Roma

    L’Elefantino di Piazza della Minerva a Roma - commissionato da Papa Alessandro VII Chigi a Gian Lorenzo Bernini che lo progettò avvalendosi per la realizzazione (1667) dello scultore Ercole Ferrata, suo collaboratore abituale - è stato riconsegnato alla pubblica fruizione dopo un restauro integrale durato circa sei mesi che ha restituito la piena leggibilità dell’opera nella sua straordinaria bellezza e raffinatezza esecutiva, sulle quali restano armonicamente, a testimoniare l’irreversibile passaggio del tempo, le tracce e le patine preziose che la storia ha sedimentato.

    Gli interventi di restauro sono stati progettati e diretti dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (già Istituto Centrale del Restauro), in accordo con Roma Capitale (Sovrintendenza ai Beni Culturali Direzione Tecnico Territoriale U.O. Monumenti di Roma), proprietaria del monumento.

    Al restauro hanno partecipato, per un mese, gli allievi della Scuola di Alta Formazione dell’ISCR, nell’ambito delle attività pratiche in cantiere previste dal programma didattico, settore materiali lapidei (anno accademico 2011-12). Gli allievi sono stati guidati da restauratori specializzati, appartenenti allo stesso Istituto, in un rapporto docente discente di uno a tre.

    Il costo complessivo dei lavori è stato di € 70.000,00 interamente erogati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
     

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  • Baia sommersa, Terme di Punta dell'Epitaffio. Pavimento in opus sectile

    L’ambiente pavimentato in opus sectile presenta la forma di un rettangolo irregolare; si trova 50 metri a est di Punta dell’Epitaffio, ad una profondità media di 3,70 m, nel punto in cui termina il tratto della Via Herculanea che conduce a Portus Iulius e fa parte del gruppo di strutture identificate come un complesso termale di Punta dell’Epitaffio. L’ambiente, identificato grazie alla segnalazione di un subacqueo sportivo nel 2010, era coperto da un sottile strato sabbioso di circa 10-30 cm a seconda del settore, parzialmente rimosso durante la ricognizione effettuata lo stesso anno allo scopo di verificare lo stato di conservazione della pavimentazione marmorea sottostante. Al termine di questa breve operazione, durante la quale si è potuto rilevare approssimativamente i limiti dell’ambiente in oggetto, nonché lo stato estremamente frammentario delle lastre pavimentali, si è proceduto con una nuova ricopertura sabbiosa al fine di proteggere la pavimentazione in attesa di un intervento di recupero. Nel mese di giugno 2011 si è proceduto con la pulitura dell’ambiente a cui ha fatto seguito un intervento di restauro conservativo, il tutto finalizzato all’inserimento del sito all’interno del percorso di visita subacqueo relativo al Ninfeo-Via Herculanea, già aperto al pubblico. 

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